martedì 28 ottobre 2008

Alla Provincia di Chieti assunta la moglie di Cesarone

CHIETI. «Non c'è limite alla gestione stile prima Repubblica dell'Amministrazione Coletti, così come sto denunciando da oltre quattro anni». Torna all’attacco l’esponente di An, capogruppoo alla Provincia di Chieti che da alcune settimane ha scelto la linea della denuncia di atti amministrativi dubbi o inopportuni.Nelle scorse settimane (e probabilmente anche in quelle future) Febbo ha tirato fuori documenti sui compensi del gruppo organizzatore di Pescara 2009 e soprattutto ha segnalato l’insolvenza del comitato di gestione di Eurobasket 2007.«Un'Amministrazione», ha spiegato Febbo,ex presidente della Provincia, «che spende e spande i soldi dei cittadini per cene, buffet e ricevimenti; un'Amministrazione che vanta il poco onorevole primato di un numero di lavoratori interinali che è pari alla metà di tutto il personale dell'Ente. Dopo il mio grido d'allarme, dello "scandalo" interinali (scandalo perchè si tratta di lavoro precario, spesso di clientela e di sperpero del denaro pubblico laddove le assunzioni sono palesemente superflue), ha preso timidamente coscienza più volte Rifondazione Comunista, persino la Cgil ne ha fatto una denuncia pubblica mentre la stessa Amministrazione Coletti ha certificato il fenomeno nella redazione del tanto sbandierato Bilancio Sociale».Eppure l’amministrazione Coletti non si è fermata neppure di fronte alla segnalazione dei Revisori dei Conti che hanno denunciato alla Corte dei Conti il mancato rispetto del costo del personale per l'anno 2007 rispetto al triennio 2004-2006.Fatti noti che attendono chiarezza ed una decisione degli organi competenti nel merito.«E tanto per restare nei canoni della prima Repubblica l'Amministrazione Coletti ha deciso di assumere -con quali modalità è ancora ignoto- la signora Di Nisio, compagna-moglie dell'ex capogruppo del Partito Democratico alla Regione Camillo Cesarone. Non voglio entrare nella vicenda giudiziaria che tutt'ora coinvolge l'ex capogruppo del Pd», spiega Febbo, «ma è di tutta evidenza che mentre migliaia di giovani e magari brillanti laureati lottano disperatamente per ottenere un posto di lavoro che non arriva e si devono accontentare di pochi spiccioli presso un call center, mentre migliaia di famiglie di questa provincia non riescono a soddisfare i bisogni primari e a pagare i mutui, il Presidente Coletti, fregandosene della questione morale, ha ritenuto di aiutare in tal modo il compagno di partito coinvolto nell'inchiesta-scandalo su Sanitopoli, di certo alle prese con difficoltà giudiziarie e non certamente economiche. Tranne per la parte, forse, che riguarda le parcelle da pagare agli avvocati».Sulla vicenda dell'assunzione della compagna-moglie di Camillo Cesarone il capogruppo della minoranza ha presentato un'interrogazione con la quale si chiede al presidente Coletti se non ritiene opportuna la revoca del provvedimento di assunzione e quindi la cessazione del rapporto di lavoro e se ritiene opportuno «chiedere scusa ai cittadini perchè un simile atto contribuisce ad allontanare ancora di più i cittadini dalle Istituzioni oltre che danneggiare l'immagine dell'Ente, già gravemente lesa dal vice presidente Umberto Aimola per le vicende di Eurobasket 2007».La questione rimane aperta,chissà se il dibattito politico di queste ore riuscirà a sviscerare l’argomento senza strumentalizzazioni ed in tutti i suoi particolari.

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